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Economia
ed Artigianato
Roccabernarda
(KR)
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Per quanto riguarda l'economia di
Roccabernarda, nel suo complesso, ha subito
in questi ultimi tempi, una crescita molto significativa nei suoi vari aspetti,
pur avendo avuto, in passato, una caratterizzazione prettamente
agricolo-pastorizia.
Fra i settori trainanti, troviamo, ancora oggi, al primo posto l'agricoltura.
Seguono l'allevamento, il terziario, l'artigianato con la piccola imprenditoria,
l'occupazione per la forestazione.
Il paese, comunque, rimane ancorato ad un sistema produttivo che risente
della mancanza di prospettive nuove e più aperte. Il reddito procapite, in
questi ultimi anni, è, naturalmente, aumentato.
La gente è molto propensa al risparmio e le forme preferite risultano essere
in primo luogo: acquisti di terreni, costruzioni e acquisti di case in città,
al mare e in montagna. Non vengono trascurate, inoltre, altre forme di
investimento, come l'acquisto di mezzi agricoli e di autovetture.
A proposito delle costruzioni di case, emerge che oltre il 90% dei genitori,
a Roccabernarda, dona una casa ad ogni figlio.
L'incremento del reddito locale è favorito dai notevoli depositi bancari e
postali degli emigrati.
Le attività più importanti sono legate all'agricoltura ed alla pastorizia.
Scarse sono, invece, le attività di cooperazione e turistiche che dovrebbero
essere vocazioni importanti nel nostro paese. Il nostro territorio, infatti, è
sul limite di Monte Fuscaldo, tra S. Severina e S. Mauro Marchesato. L'area del
monte e quella circostante sono immerse in una stupenda veduta paesaggistica che
risultano essere ricoperte da secolari boschi e popolate da una moltitudine
faunistica: il tutto è reso rigoglioso e fertile da un buon numero di sorgenti
d'acqua. Queste stupende località, sempre ignorate, non hanno mai avuto un
incremento turistico. Quindi, la mancanza di un adeguato piano di sviluppo
turistico, tendente a sfruttare le risorse naturali, non ha permesso che
venissero create quelle attività legate alle caratteristiche del territorio:
peccato!... Da ciò, è sempre derivato un basso livello occupazionale. Più
grave sarebbe la situazione se una boccata d'ossigeno lavorativo non venisse
dalla forestazione. Ogni anno, infatti, per un periodo che va da maggio ad
ottobre, circa 200 operai idraulico-forestali vengono impiegati nei lavori di
forestazione: l'estate, alla pulitura e d'autunno, alla piantagione. È questo
un aspetto molto importante per l'economia del paese, che dovrebbe essere
tutelato, difeso ed incrementato.
Nel campo dell'agricoltura, i caratteri preminenti sono rappresentati dalla
coltivazione di grano e cereali, dalla coltivazione di olivi, viti, agrumi ed
ortaggi. Aiuti comunitari (integrazioni grano ed olio) ed aiuti dall'interno del
parentato (scambi lavorativi e gestione familiare del proprio lavoro)
contribuiscono ad avere un guadagno, sia pur minimo, che permette di vivere in
modo dignitoso. La coltivazione degli ortaggi ha avuto, fino a qualche anno
addietro, una produzione limitata.
Oggi, grazie ad una coltivazione più moderna e ad una produzione più
sistematica ed abbondante, molti dei coltivatori si dedicano alla vendita
diretta dei propri prodotti. La coltura di olivi, viti ed agrumi, rappresenta,
invece, una voce più considerevole nel contesto produttivo, perché oltre a
soddisfare il fabbisogno locale e del circondario, rappresenta un aspetto
rilevante nella nostra economia, in quanto l'olio, il vino e gli agrumi vengono
esportati altrove.
La qualità del prodotto, la richiesta e l'esportazione rappresentano un
aspetto positivo da una parte, ma negativo dall'altra. Se questi prodotti,
infatti, venissero lavorati in loco si creerebbero nuovi posti di lavoro e si
farebbe conoscere altrove la qualità delle produzioni locali.
Mai a Roccabernarda si è riusciti a mandare avanti delle cooperative, anche
se in passato ne sono state costituite più di una: Società Cooperativa
"Foresta e Cooperativa ortofrutticola, olivicola, agrumaria " Tacina
Valle Verde ". L'insuccesso di queste iniziative imprenditoriali è forse
dovuto al fatto che non si è ancora maturi per valutare la necessità e la
indispensabilità di cooperazione.
L'allevamento del bestiame costituisce un altro aspetto positivo
dell'economia. Allevatori di bovini ed ovini riforniscono le macellerie, locali
e del circondario, di carni selezionate e genuine.
Piccole imprenditorie private cominciano a farsi strada da qualche anno a
questa parte.
Esistono fabbrichette e rivendite di mobili, di materiale per l'edilizia,
laboratori per la lavorazione del marmo, del legno, del ferro, dell'alluminio e
piccole imprese per lo spostamento di materiali.
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Per quanto riguarda l'artigianato femminile, la donna rocchesana,
essendo stata educata a custodire gelosamente e con orgoglio il senso di
femminilità che le è proprio e che costituisce l'essenza più profonda della
sua anima, anche oggi, pur col poco tempo che ha a disposizione, sente il
bisogno di avere un momento per dedicarsi, a creare facilmente
lavori belli ed utili per sé, per i suoi cari e per la propria casa.
Il lavoro artigianale, nel nostro paese, rappresenta da sempre una fonte di
risparmio, di attività distensiva e di occupazione del tempo libero, attraverso
il quale, ogni donna, spinta dal desiderio di personalizzare la propria casa, ha
affermato il proprio gusto, elaborando semplici e complicati lavori che vanno
dalle esecuzioni a maglia, all'uncinetto, dal ricamo alle opere d'intreccio e di
applicazione.
La donna antica dedicava gran parte del suo tempo ai suddetti lavori. Solo nei
periodi di raccolta delle olive o di mietitura, questi, venivano riposti e
sostituiti coi lavori di campagna, così come fanno ancora oggi le nostre
braccianti agricole.
Gran parte delle donne professioniste di Roccabernarda, pur lavorando fuori
dalle pareti domestiche, si dedicano ai lavori femminili e cercano di
trasmettere alle loro figlie l'interesse, il gusto e la passione per i lavori
realizzati a mano.
Del resto, queste virtù, si sono sempre tramandate da madre in figlia e
sentirsi fare degli apprezzamenti costituisce un grande vanto:
"Domo
mansit, lanam fecit".
L'artigianato femminile è degnamente rappresentato da alcune donne, che restano
sempre vive nella storia di Roccabernarda e che citiamo col loro nome popolare:
'A zza Mela, quale maestra di ricamo a intaglio eseguito a macchina; Rosa
Andreoli " 'a furgiara" e la figlia, Vittoria Locanto, che eseguivano
l'orditura ai muri esterni delle case; Caterina " 'e livriari " e la
fu sorella Angela, quali specialiste per l'ordito, la tessitura del cotone, del
lino, fior di lino e del filato a mano col fuso e "ra cunocchja".
Maestra del telaio fu "Rosa di Erminia", che ha saputo continuare,
questa tradizione, con precisione ed entusiasmo. Ancora oggi si conservano,
quali cimelio di arte femminile, la navetta, il pettine, il rastrello, " 'a
nimula", "l'inchjturu", ed " 'u 'ntrigaturu" " 'u
fusu ccu' ra cunocchja", che servivano per la filatura del lino. Questi
oggetti sono a disposizione di chi vuole vederli nelle case dei loro eredi.
"E ra mamma fila e tessa,
da 'na botta e si ne nescia,
si ne nescia du tilaru
e se mancia 'nu vischjularu".
A Roccabernarda esistono ancora donne che fanno uso
del pettine e della navetta che, con il loro fare, alimentano l'antico
riecheggiare di voci e ritmi. Tra queste ricordiamo: Vittoria Fonte, Silvia
Riccio e Bettina Fonte in Messina.
Tutte queste tessitrici, alcune defunte, hanno lasciato capi di biancheria di
inestimabile valore affettivo e commerciale: "cuverte allazzate",
"misali ccu 1' uacchju e du voi", "ccu' ru pipariaddu",
"a l'uattu lizzi", "ccu re rijette", asciugamani ricamati
con sfilature "a l'ottacuri" e guarnite di frange, intrecciate a mano
con tanti nodi formanti disegni geometrici di diverse forme e di rara bellezza
(macramè).
Rinomate sono le frange all'uncinetto, le coperte "ccu' re canniote"
completate con ricami a punto croce, punto rodi e vari sfilati e le coperte
all'uncinetto. Abili ricamatrici a mano sono le sorelle Ninetta e Margherita
Bonofiglio. Ricordiamo anche Anna Scalfari, maestra di cucito e di ricamo a
macchina ed altre sarte di qualità quali: Maria Foresta e la nipote Carolina,
Bettina Spadafora, Angelina Fonte e la sorella Rosa, Elisabetta laquinta, Carmela Andreoli, abile
confezionatrice di abiti da sposa. Tra le specialiste di lavori a maglia,
eseguiti a macchina, ricordiamo: Rosetta Tavernese e Teresa Fonte.
"Tenanu 'e manu pirite chi le culanu uaru 'e fìmmine da Rocca".
"Su ' daviaru ingalapate ".
Anche nel campo dell'artigianato maschile, Roccabernarda, vanta abili maestri
nella tecnica dell'intarsio e del tornio. A questo proposito ricordiamo Antonio
Cosco che, ogni anno in occasione della festa di San Francesco, nostro Patrono,
espone in Piazza "Aldo Barbaro", dove la gente apprezza e compra i
suoi capolavori in legno che riproducono immagini di vita agreste ed oggetti
utili per la casa.
Tutti questi oggetti (buoi, rettili, contadini con l'aratro, suppellettili e
altro) sono lavorati e mano ed al tornio con una perfezione a dir poco
incantevole. Altre opere, il Cosco, le espone nei locali di "Cutrunij
viacchju", durante l'estate e anche in tutte le fiere del circondario.
Altre persone, che si dilettano nella lavorazione del legno, sono: Rocco
Pugliese, Leonardo Locanto e Antonio Lice (quest'ultimo scomparso) le cui opere
sono eseguite con, tecniche diverse ma non di meno valore.
Ai maestri del legno si affiancano quelli del ferro battuto quali: Michele
Calzone (che ha realizzato il cancello della chiesetta del Convento, dove rimane
la vecchia statua del Santo di Paola ed altri capolavori rinomati per la grande
precisione).
Di non secondaria importanza sono stati i nostri sarti: Salvatore Castagnino,
Giuseppe Foresta (ormai scomparsi), Salvatore Vaccaro, Antonio Brittelli, oggi
emigrato a Milano; Antonio Faraone, emigrato in Canada e Bernardi Salvatore.
Nonostante la disoccupazione dilagante, siamo rammaricati perché in quest'arte
non trovano più interesse i giovani di oggi.
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