Roccabernarda (KR)

Fiera di Mulerà

 

Dalle notizie prese dagli scritti di A. Pesavento, l’abbazia dedicata alla Natività di Maria dovrebbe risalire a prima della metà del 500.

La prima notizia menzionata dal Pesavento fu che nel 4 Novembre 1532, per avvenuta morte del commendatario Gio. Michele Condopoli, il Papa Clemente VII dava in commenda al vescovo di Castellamare Petro Flores la chiesa rurale di Santa Maria della Nativitate o  Santa Maria Veteri (Santa Maria di Mulerà Vecchio). Dopo vari passaggi di proprietà dovuti a rinunce o concessioni, nel 1571 risulta in possesso della chiesa arcivescovile di Santa Severina (paese confinante a Roccabernarda).
Degno di nota è che durante al visita del 15 Giugno 1610 dell’arcidiacono e vicario di Santa Severina Prospero Leone alla chiesa, viene annotato che questa mancava di ornamenti e l’altare era spoglio, che possedeva una immagine su tela della Natività e che la chiesa era stata  restaurata per voto e per devozione dal reverendo Giovanni Francesco Greco.
L’abbazia di Santa Maria de Molerà Vecchio resta in possesso al capitolo di Santa Severina fino al 1634, anno sinodico dal cui non si hanno più notizie.

Fin dalla metà del 500, però si hanno notizie di un’altra chiesa dedicata alla Natività di Maria nata nella stessa località, ma a qualche chilometro di distanza. Per questo la vecchia abbazia prese il nome di Santa Maria di Mulerà Vecchio.
Anche la Fiera che si teneva annualmente nei pressi della vecchia abbazia fu spostata.
Della nuova chiesa si viene a conoscenza durante una visita nel 1610 dove veniva descritto lo stato della chiesa che aveva due altari, uno interno ed uno esterno (dove in tempo di Fiera veniva celebrata la funzione religiosa).

L’Arcivescovo di Santa Severina Francesco Falabella nel 1660 descrive la chiesa situata ad un miglio e mezzo dal paese e l’otto settembre di ogni anno nella stessa località di Mulerà avviene una Fiera che si protrae per diversi giorni.
Le notizie della chiesa di Santa Maria di Mulerà arrivano fino alla fine del 700.

Ruderi Chiesa di Santa Maria di Mulerà

 

L’8 Settembre di ogni anno festa della Natività della Vergine, quindi aveva luogo presso la località di Mulerà la omonima Fiera.

Da documenti risalenti al regno di Alfonso d’Aragona, il maestro di Fiera era nominato addirittura dallo stesso re, al quale consegnava lo stendardo reale che inalberava e custodiva per tutto il tempo della Fiera.
Il detentore dello stendardo aveva pieni poteri sulla Fiera; aveva i privilegi, godeva di entrate ed immunità, giurisdizionale ed amministrativa. Senza il suo permesso non si poteva vendere ne portare armi di qualsiasi tipo, manteneva l’ordine e la vigilanza sui prezzi.
La Fiera però era luogo di incontro non solo per le compra vendite di oggetti, animali e vivande di vario genere, ma segnava il tempo anche nelle scadenze di contratti di pagamento per affitti, ratei di case e di terreni, di scadenze di privilegi di terreni da pascolo.
Addirittura in un contratto di matrimonio stipulato a Crotone tra Dianora Capicchiano e Gio. Francesco Cerrello il 2 Giugno 1627, il fratellastro e la madre della sposa promettono di consegnare in dote ai futuri sposi 400 ducati, e precisamente 150 ducati in mobili da dare il giorno del matrimonio, 80 ducati da pagarsi in contanti il giorno di Mulerà, 70 sul valore di una casa e 100 da dare in contanti il giorno della Maddalena.
Per queste ragioni la Fiera era così importante, e scandiva il tempo non solo per il paese ma anche per molte città del Marchesato e della Calabria.

Dopo il terremoto del 1638, la Fiera si era ridotta solo a pochi giorni, questo è quanto scriveva il Notaio Giacinto Amoroso nei suoi atti.

Località Fiera di Mulerà

Finiamo nel dire che durante la Fiera non mancarono di esserci soprusi ed ingiustizie.

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