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Roccabernarda
(KR)
Il Bovaro e i Monaci del Convento |
Nei tempi in cui il Convento di San
Francesco aveva una intensa attività, i monaci che vi risiedevano coltivavano i
terreni circostanti ma soprattutto tenevano molta cura anche al loro piccolo
orto.
Una mattina lo trovarono quasi
completamente distrutto, ma questo non li scoraggiò: con grande impegno e
pazienza ripresero il lavoro e lo misero nuovamente a posto. Intanto si
impegnarono a scoprire l’autore dello strano lavoro.
Si venne a sapere che da quelle
parti andava a pascolare i suoi buoi un bovaro che, che essendo ignorante ed
ateo, aveva poco rispetto per il lavoro e le terre coltivate dai monaci. Una
volta però, mentre era intento a compiere il suo disonesto lavoro, venne
sorpreso da un frate il quale con le buone maniere lo invitò ad andarsene e a
non farsi più vedere. Fu tutto inutile: infatti fu pescato una seconda volta ed
una terza. Alla terza volta, però il monaco perse la pazienza e, con un bastone
picchiò talmente forte il bovaro che gli uscì sangue dal naso dalla bocca e
dalle orecchie. La sera quando il bovaro ritornò a casa, fu interrogato dai
famigliari i quali, vedendolo conciato in quel modo, si spaventarono molto.
Successivamente decisero di andare a reclamare presso il Convento. Fu così.
Quando furono al monastero raccontarono l’accaduto al padre guardiano il
quale, molto meravigliato e dispiaciuto, pensò di intervenire castigando il
colpevole.
-Aspettate- disse il padre
guardiano; io vi farò vedere tutti i monaci del Convento e quando avrete
riconosciuto il responsabile, lo punirò come merita.
Dopo aver chiamato a raccolta tutti
i frati, li fece mettere in fila ed uno alla volta li fece passare davanti al
bovaro dicendo:
-E’ stato questo? È questo il
monaco che ti ha picchiato?
Il bovaro diceva sempre di no; e
disse di no anche quando vide passare l’ultimo dei monaci.
Domandò allora il padre guardiano:
-Ma sei sicuro che è stato un
monaco che ti ha bastonato?
-Si certo- rispose ancora il bovaro.
A questo punto il padre guardiano
non ebbe alcun dubbio e pensò che si trattasse di un miracolo di San Francesco.
Pertanto, poco dopo, fece passare il bovaro davanti alla statua del grande
taumaturgo e fece la domanda:
-E’ stato lui?
A questo punto il bovaro, molto
meravigliato e come disorientato, rispose con un filo di voce:
-Si padre; è stato proprio Lui che
mi ha picchiato e con il bastone: lo riconoscerei anche ad una grande distanza.
Questa strana esperienza indusse il
disonesto bovaro a diventare un credente in Dio ed un grande devoto di San
Francesco: infatti, in devozione del Santo di Paola e protettore di Roccabernarda,
con le proprie mani, scolpì nel granito una grande statua che ancora oggi si può
ammirare, essendo collocata sull’altare della navata laterale sinistra, nella
chiesa di Santa Maria Assunta.
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