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Roccabernarda
(KR)
Monte Fuscaldo e la Leggenda delle sette
camere piene d’oro |
Durante
una qualunque serata invernale, mentre fuori piove e fa freddo, durante gli anni della fanciullezza può succedere di
trovarsi a casa dei nonni per un qualsiasi motivo, e allora come spesso accade gli si
chiede di raccontare per l’ennesima volta la favola del "Sogno del
Pastorello".
Anche se l’abbiamo ascoltata per
chissà quante volte ci farebbe sicuramente piacere risentirla:
l’immedesimarsi in quegli ambienti così fiabeschi e lontani era come vedere
“il signore degli anelli” del mondo d’oggi.
Di monte Fuscaldo, ne parla perfino Livio, chiamandolo col nome di "Clibano",
ed altri autori come Barrio, Marafioti ed il
Fiore.
E’ un
monte massiccio che si trova nel nostro territorio al confine tra San Mauro
Marchesato e Santa Severina e, con i suoi 700 metri circa, è il più alto
sistema del Marchesato, naturalmente dopo la Sila. Molte sono le leggende legate
a questo monte e fra le altre ne raccontiamo una: Il pastore e le sette camere
piene d’oro.
Un giovane
di Roccabernarda, mentre pascolava le sue pecore, osservò che uno degli animali
si stava allontanando dal gruppo e, come se fosse impazzito, si dirigeva verso
la cima del monte. Temendo di perderlo, il giovane gli andò dietro nel
tentativo di afferrarlo o almeno di ricondurlo insieme agli altri. Avvenne però
che, mentre percorreva avanti ed indietro i fianchi del monte, si trovò
improvvisamente davanti una strana e magica visione: una ampia porta d’oro che
aperta dopo pochi passi conduceva per mezzo un corridoio pure d’oro,
all’interno di sette stanze piene di monete d’oro.
Il pastore,
avendo visto quelle enormi e meravigliose ricchezze, cercò ovviamente di
approfittarne e, con con fare pauroso e molto affrettato, se ne riempì le
tasche. La sorpresa si ebbe quando egli volle uscire senza poterlo fare perché,
proprio nel momento in cui stava muovendo i primi passi, una voce imperiosa gli
ordinava di lasciare le monete. Il giovane atterrito, si diede subito a svuotare
le tasche, ma a sua insaputa un soldo era rimasto nella scarpa: questo era
pertanto il motivo per cui egli, quasi trattenuto da una forza misteriosa, non
poteva ancora uscire. Intanto l’arcana voce continuava a ripetere
insistentemente di lasciare le monete e lo avvertiva di disfarsi anche della
moneta che era finita nella scarpa. A questo punto il pastore si tolse la scarpa
e mandò via anche l’ultima moneta. Dopo di ciò la porta si aprì ed egli,
disorientato e deluso, poté finalmente uscire: subito dopo la strana visione
sparì nel nulla.
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