Immigranti Meno Noti

Roccabernarda (KR)

Il Sig. Cimmino:

Il 5 Aprile del 2007 mi trovavo in una degli uffici postali di Sesto San Giovanni per poter effettuare una delle tante operazioni che si possono effettuare, e dando il mio nominativo all’impiegato, questo curiosamente borbotta tra se e se qualcosa. Chiedo cortesemente se c’era qualcosa che non andava e a sua volta il signore mi risponde che il mio paese gli aveva fatto affiorare in mente qualcosa che le era successo durante l’infanzia.
Preso dalla curiosità chiesi se gli andava di raccontarmi cosa gli era capitato.
Gentilmente mi disse che circa cinquant’anni fa al padre, che era Capo Stazione in una delle tante stazioni ferroviarie di Napoli, era stato chiesto di spostarsi nella stazione di Roccabernarda in Calabria oppure scegliere tra Milano e Torino. Tutto sommato poiché la Calabria era relativamente vicina a Napoli e quindi alla famiglia, poteva stargli bene spostarsi nel piccolo paese, invece di andarsene in una delle città del nord. Prima di decidere però, chiese se era possibile andare a visionare questo posto.
L’impiegato continuò nel suo racconto descrivendomi tutti i particolari di quella breve ma intensa visita alla stazione di Roccabernarda dicendomi di come il padre restò esterrefatto dalla vista di persone che viaggiavano ancora con il fucile in spalla, la coppola e il famoso manto che contraddistingueva in epoca passata il Brigante. Non riusciva a capire di come le persone potessero vivere in quel paese con uno stile di vita che sembrava più simile all’ottocento che agli anni ‘50 in cui ci si trovava. D’altro canto lui proveniva comunque da una città come Napoli, abbastanza evoluta ed emancipata.
Inoltre poiché la stazione si trovava in una zona abbastanza lontana dal paese, di fatti dista circa 5 Km, era quindi isolata. Tutto questo aveva fatto si che il povero Capo Stazione rifiutasse l’incarico e decidesse di andarsene al nord.
Di questa breve storia che ha caratterizzato un breve ricordo nella vita di un impiegato delle poste di Sesto San Giovanni io cordialmente ne sono grato, e ringrazio quante più persone saranno in grado di informarci di questi accadimenti legati al piccolo paese.

Per la storia si ringrazia il Sig. Cimmino impiegato delle poste di Sesto San Giovanni.

Notaio Fardella Raffaele di Mesoraca

Nomi di Famiglie: Scordio, Iaquinta, Vona, Barone, ....

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