Il Convento di San Francesco

Roccabernarda (KR)


Nell'estate del 1991 ed in quella del 1992 vengono condotte due campagne di ricerca (pulizia archeologica, rilievo delle strutture e saggio di scavo) all'interno del Convento di San Francesco di Paola presso Roccabernarda, patrocinate dal locale "Comitato pro-convento" e autorizzate dalle due Soprintendenze di Reggio Calabria e di Cosenza. Questi sono i soli interventi avuti a seguito delle richieste fatte dal comitato pro-convento per il Convento di San Francesco da Paola. Vengono ripuliti la chiesa cinquecentesca ad unica navata, con il tetto crollato ma conservante il presbiterio con pregevole arco trionfale, il primo anno; alcuni ambienti del complesso conventuale, risalenti presumibilmente ad un impianto anteriore, il secondo anno.

Il Convento dei minimi di Roccabernarda fu fondato nel 1539 dal frate Laurentius de Bernalda. Situato su di un colle fuori le mura a circa ottocento metri dal paese il quale sembra proprio fronteggiarlo; aveva la chiesa sotto il titolo di S. Geronimo.
L’edificio di grande volumetria è formato da una chiesa ad unica navata conclusa dal presbiterio a pianta quadrata sormontato da una cupola a forma emisferica, e dalle altre zone conventuali poste attorno ad un chiostro porticato. Ha la forma di un quadrilatero compreso tra i 35 ed i 37 metri al quale fuoriescono un ambiente collegato al presbiterio ed un grande avancorpo nell’angolo sud-ovest.
Da studi fatti, come precedentemente riportato, si è datato che la nascita del convento di San Francesco risale al 1539, anno di fondazione ad opera di Lorenzo da Bernarda, il quale utilizzava le fondamenta di un preesistente edificio conventuale in decadenza.
Esso fu oggetto fin dalla sua erezione di donazioni da parte di benefattori e di devoti, soprattutto del luogo, verso San Francesco di Paola, così in breve tempo crebbe in fabbriche ed in ricchezza. 
Nel 1544 il rocchisano Antonio Iemmo donava al monastero delle terre situate nel territorio del casale di S. Mauro in località “Caravà”, in modo che i frati potessero utilizzare le rendite per la riparazione delle fabbriche del convento.
Da una lista di tutte le terre e rendite, compilata nel giugno 1639 dal frate Domenico della Rocca risulta che il convento possedeva nell’abitato di Roccabernarda un consistente patrimonio immobiliare nelle località “Malopino”, “Scarponari”, “La Piazza”, “Lo Piano del Castello”, “Lo Piano di S.ta Maria”, “La Valle”, “lo Borgo”, “Sidani” ecc., composto da due botteghe, due case, una casa palaziata, quattro casaleni e cinque catoi, che affittava “anno per anno”. A causa del terremoto “che rovinò tutta la terra” gli edifici furono “diruti” e abbandonati e da essi per lungo tempo non percepì alcun utile. In seguito, quando la “terra si rihabitò” i frati se ne sbarazzarono e quasi tutti furono venduti o dati a censo.
Come citato nel paragrafo delle associazioni culturali con la nascita del  “Comitato Pro-Convento” si ha la prima richiesta di studi commissionata al fine di chiarire le tante voci alcune volte discordanti della nascita del Monastero dedicato a San Francesco da Paola. 
Nasce così nel 1995 la prima edizione del Libro “Rocce Francisci” che raccoglie la figura di San Francesco da Paola nella tradizione e nel folklore calabrese e specificatamente nel paese di Roccabernarda.
Nel libro viene citata la fonte popolare, con cui Lorenzo si pensa sia stato un seguace di padre Giovanni Cadurio da Roccabernarda, cioè il Chronicon generalis del De La Noue, che tuttavia non conosce padre Giovanni e tace sui presunti rapporti tra i due. Con molta probabilità si pensa che un altro cittadino di Roccabernarda abbia portato alla nascita della comunità monastica dei minimi ed fu frate Giovanni il quale fu provinciale di Napoli negli anni tra il 1517 ed il 1524.
Della stesso periodo segnaliamo i conventi di Cosenza e di Montalto Uffugo datati con buona approssimazione il 1510 il primo e tra il 1540 e il 1559 il secondo.

 Il Convento

Siamo quasi certi che l'effettivo abbandono del convento fu attuato nel 1832 a seguito del grande terremoto già segnalato nella sezione dedicata ai terremoti. Interessante e di sicuro interesse potrebbe essere, capire dove siano stati dislocati i vari monaci con tutto il patrimonio culturale di Roccabernarda.

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