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  Roccabernarda (KR)

La Leggenda del Re Pagano 


Come nella maggior parte dei paesi di estrazione contadina girano di bocca in bocca, di famiglia in famiglia diverse versioni di varie leggende.
La più raccontata nel piccolo paese di Roccabernarda è la leggenda del Re Pagano.
Diversi autori del posto si sono occupati del tema, spinti forse nella ricerca della verità, ma soprattutto nel voler lasciare qualcosa di scritto affinché non si perdesse una tra le poche gemme della storia di Roccabernarda.
La vicenda viene inquadrata tra il X e il XII secolo a cavallo tra la dominazione Bizantina e quella Normanna della Calabria.
Il re Pagano era un capo che faceva valere il suo potere assoluto con modi dispotici e crudeli. Questo anche grazie alla collaborazione della regina di cui si pensava fosse una strega.
Fra gli altri suoi indiscutibili diritti c’era il “ius primae noctis” il quale in base a tale privilegio tutte le ragazze del paese erano soggette al momento del matrimonio al suo primo possedimento sessuale. La popolazione di Roccabernarda mal tollerava questo obbligo dispotico ma mai nessuno aveva avuto il coraggio di ribellarsi. Fino al momento in cui giunse a matrimonio un valoroso notabile di nome Leonardo di Montalbano.
Ricco, coraggioso ed appartenente alla nobiltà insieme ad altri cittadini, già da tempo stava meditando di rovesciare la situazione e di porre fine al potere del Re.
Venne celebrato il matrimonio e successivamente, insieme ai convitati, donne e cavalieri, esponenti della nobiltà di Roccabernarda, venne organizzato il banchetto nuziale. Dopo il pranzo ed il ballo. Al momento del culmine della festa, verso sera si presentarono due guardie del re con l’incarico di prelevare la sposa. Tutti i presenti agghiacciati dalle guardie per quello che stavano facendo ammutolirono, ma subito senza paura alcuna, prese a parlare Leonardo, dicendo: - Fate sapere al vostro re che la mia sposa non gli sarà mai consegnata e che se la vorrà dovrà affrontarmi personalmente in duello.
Nella località San Pietro, alla presenza di quasi tutta la popolazione, l’indomani si incontrarono in duello, il re Pagano munito di una potente armatura e di un cavallo e Leonardo Montalbano. Il primo combattimento avvenne per circa l’intera giornata, ma il re sentendosi mancare le forze riuscì con un trabocchetto a ferire Leonardo e cercare di scappare verso il castello. Fu in questa occasione che Leonardo implorò il sole di fermarsi per poter raggiungere il re, ed in effetti lo raggiunse in località Marinari, presso il fiume Tacina. Lo scontro finale era diventato ancora più cruento ed i due ripresero a combattere con più accanimento. Ma Leonardo ebbe la meglio ed il duello si concluse con la morte del tiranno. Si narra che nel momento in cui venne colpito, il re Pagano abbia detto:- Ahi, varva mia cacata-.
Come avviene per la maggior parte delle imprese epiche, dopo la vittoria Leonardo indossò le armi del vinto e con tali abiti si diresse verso il castello chiedendo alla folla di inneggiare il contrario di quanto era avvenuto.


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Evviva ‘u rre Paganu
-  Chi hadi ammazzatu
-  A Linardu ‘e Montarbanu.

La regina madre, il quale si dice fosse una potente strega, e tutta la corte, ingannate da quelle grida, aprirono le porte del castello e, in segno di gioia per l’avvenimento, si misero a ruzzolare dall’altura enormi massi di pietra (macine di mulino).
Fu così che Leonardo di Montalbano poté entrare nella reggia ed ebbe modo di fare strage di tutta la famiglia reale.
Da allora in poi il popolo bernardese fu libero ed il luogo dove avvenne lo scontro si chiamò Cacabarba (Cacavarvi).

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